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Il mandolino di Costi, l’ultima nota dell’internato. Sabato la posa di due pietre d’inciampo

Il mandolino di Costi, l’ultima nota dell’internato. Sabato la posa di due pietre d’inciampoUn mandolino con una sola corda e un’immagine del fratello alla finestra, seduto su una cassapanca, mentre scrive parole su brogliacci per trasformarli in futuri romanzi. Sono questi i ricordi che Fiorisa Costi conserva del fratello Alseno, uno dei tanti scandianesi morti in Germania come internato militare, negli anni successivi all’Armistizio. Per lui e per Falaride Alvisi Scandiano dedicherà due nuove pietre d’inciampo. La posa è in programma sabato 24 gennaio, nell’ambito del programma “Generazioni (R)esistenti – Memoria, Diritti, Partecipazione”, promosso dal Comune di Scandiano.

Alle ore 15, in via Colombaia 41 a Ventoso, sarà posata la pietra dedicata ad Alseno Costi, nato a Scandiano il 17 gennaio 1921. Prima della guerra Alseno scriveva: aveva composto diversi manoscritti, romanzi mai pubblicati. L’ultimo, rimasto incompiuto, si intitolava Il sentiero del destino. Scriveva seduto su una cassapanca, nella stanza di casa con una finestra murata dall’esterno e un ampio davanzale all’interno, su cui appoggiava i fogli. Era anche una presenza generosa nella vita del paese: aiutava i ragazzi a fare i compiti e suonava il mandolino, lo stesso che la sorella Fiorisa conserva ancora oggi, con una sola corda rimasta. È l’unico oggetto che le è rimasto di lui.

Soldato del 5° Reggimento Lancieri di Novara, dopo l’8 settembre 1943 Costi fu catturato e deportato come internato militare in Germania. Lavorò in un campo di lavori forzati a Colonia, dove rimase ferito durante un bombardamento nell’ottobre 1944 e morì il 2 novembre dello stesso anno. È sepolto nel cimitero militare italiano d’onore di Amburgo. Per la famiglia, a lungo, rimase un disperso.

Alle ore 16, in via Cà Signori 16/18 a Iano, sarà posata la pietra dedicata a Falaride Alvisi, nato ad Albinea il 9 febbraio 1915, caporal maggiore del 56° Battaglione Mortai. Anche Alvisi, dopo l’8 settembre, fu deportato come internato militare in Germania. Morì il 26 maggio 1945, poche settimane dopo la fine della guerra in Europa, ed è sepolto nel cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno.

Costi e Alvisi

Le cerimonie si svolgono in collaborazione con Istoreco Reggio Emilia, ANPI Scandiano e l’Istituto “P. Gobetti” di Scandiano, con la partecipazione delle studentesse e degli studenti delle classi 4A e 4B. Le pietre d’inciampo, collocate davanti alle case, riportano i nomi, le storie e le vite interrotte nello spazio quotidiano della città, trasformando la memoria in una responsabilità condivisa.