Rafforzare le attività di contenimento della peste suina africana attraverso il depopolamento dei cinghiali, intensificare la ricerca attiva delle carcasse potenzialmente infette e il supporto operativo alle Aziende sanitarie impegnate nell’attuazione delle misure di controllo previste dalla normativa nazionale ed europea. È questo l’obiettivo della nuova procedura di gara pubblicata dalla Regione Emilia-Romagna per l’affidamento dei servizi di controllo della fauna selvatica nei territori maggiormente interessati dalle attività di prevenzione e contrasto alla diffusione del virus.
La procedura prevede uno stanziamento a base di gara di 1,6 milioni di euro, suddivisi in due lotti da 800mila euro ciascuno: il primo riguarda le province di Piacenza e Parma, il secondo le province di Modena, Reggio Emilia e la Città metropolitana di Bologna. Il valore complessivo stimato dell’appalto, comprensivo delle opzioni previste dalla normativa vigente e delle eventuali proroghe, può raggiungere i 4,32 milioni di euro.
Le attività previste comprendono il trappolaggio dei cinghiali, la gestione delle catture, gli abbattimenti, le operazioni di depopolamento della specie nelle aree individuate dai piani di controllo, la ricerca attiva delle carcasse e tutte le azioni funzionali all’attuazione delle misure di eradicazione e contenimento della peste suina africana previste dal Commissario straordinario e dalla normativa europea e nazionale. L’obiettivo è ridurre la pressione della popolazione di cinghiali nelle aree a rischio, individuare tempestivamente eventuali casi di positività e limitare la circolazione del virus sul territorio.
La pubblicazione della gara si inserisce all’interno del più ampio lavoro di coordinamento che la Regione sta portando avanti insieme ai servizi veterinari delle Aziende Usl, alle strutture sanitarie, al settore agricolo, alle Polizie provinciali, agli atc, gli ambiti territoriali di caccia, e a tutti i soggetti coinvolti nelle attività di contrasto alla malattia.
Proprio per fare il punto sull’andamento della situazione epidemiologica e sull’attuazione delle misure previste nei diversi territori, nei giorni scorsi si è riunito il Gruppo operativo territoriale regionale (Got), organismo di coordinamento che riunisce i rappresentanti delle strutture sanitarie e dei tecnici regionali del settore faunistico coinvolti nella gestione dell’emergenza. Il Got regionale svolge una funzione di raccordo e coordinamento rispetto ai Gruppi operativi territoriali attivati nelle singole province.
Il confronto proseguirà lunedì 15 giugno in occasione della Commissione congiunta Politiche per la salute e Politiche economiche dell’Assemblea legislativa, convocata per fare il punto sulle attività di prevenzione e contenimento della peste suina africana alla presenza degli assessori regionali all’Agricoltura, Alessio Mammi, e alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, e del commissario straordinario alla peste suina africana, Giovanni Filippini.
“La peste suina africana continua a rappresentare una delle principali criticità sanitarie ed economiche per il comparto suinicolo nazionale e per una regione come l’Emilia-Romagna che ospita una delle più importanti concentrazioni di allevamenti e produzioni di qualità legate alla filiera suinicola- affermano Mammi e Fabi-. Per questo continuiamo a investire risorse, rafforzare gli strumenti operativi e consolidare il coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti. La nuova gara consentirà di aumentare ulteriormente la capacità di intervento sul territorio, rafforzando sia le attività di depopolamento dei cinghiali sia la ricerca attiva delle carcasse, due strumenti indispensabili per contenere la diffusione del virus. L’obiettivo è tutelare gli allevamenti, salvaguardare il lavoro delle imprese agricole e garantire la tenuta di una filiera strategica per l’economia regionale e nazionale. Una priorità particolarmente importante in Emilia-Romagna, regione che detiene il primato europeo per numero di prodotti Dop e Igp e che ospita alcune delle principali produzioni suinicole e realtà di trasformazione del Paese”.
“In questi anni- proseguono gli assessori- abbiamo costruito un sistema articolato di prevenzione, controllo e sostegno che continueremo a rafforzare, mantenendo alta l’attenzione e lavorando in stretto raccordo con il Commissario straordinario, il ministero della Salute, le Aziende sanitarie e il mondo agricolo. Una strategia indispensabile per garantire la continuità produttiva delle imprese, salvaguardare l’occupazione e difendere uno dei comparti più importanti dell’agroalimentare emiliano-romagnolo, strettamente legato a produzioni di eccellenza conosciute e apprezzate sui mercati nazionali e internazionali”.
Il bando
La nuova procedura di gara pubblicata dalla Regione mette a disposizione 1,6 milioni di euro per rafforzare le attività di controllo della fauna selvatica nell’ambito delle misure di contrasto alla peste suina africana. Le risorse sono suddivise in due lotti territoriali da 800mila euro ciascuno: il primo riguarda le province di Piacenza e Parma, il secondo le province di Modena, Reggio Emilia e la Città metropolitana di Bologna.
La gara consentirà alle Aziende Usl di avvalersi di servizi specializzati per l’attuazione delle attività previste dai piani di contenimento della Psa. Tra queste rientrano il trappolaggio e la cattura dei cinghiali, gli abbattimenti e le operazioni di depopolamento della specie nelle aree interessate dalle misure di restrizione, oltre alla ricerca attiva delle carcasse, attività considerata fondamentale per individuare tempestivamente la presenza del virus sul territorio e monitorarne l’eventuale diffusione. L’intervento consentirà inoltre di ampliare la copertura delle attività di contenimento sul territorio già in essere grazie ai trasferimenti regionali alle Province che hanno stipulato come organo attuatore dei paini di controllo convenzioni con gli atc, in particolare nelle aree dove la pressione venatoria è minore e le operazioni di controllo risultano più complesse.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle misure previste dalla normativa nazionale ed europea e dagli strumenti di pianificazione predisposti dal Commissario straordinario alla peste suina africana, con l’obiettivo di ridurre la presenza dei cinghiali nelle aree a rischio, limitare la circolazione del virus e rafforzare la protezione degli allevamenti suinicoli. La durata della convenzione è fissata in 24 mesi. Il valore complessivo stimato dell’appalto, comprensivo delle opzioni previste dalla normativa e delle eventuali proroghe, può raggiungere i 4,32 milioni di euro.
L’impegno della Regione per il contrasto della Psa
Fin dall’insorgenza della peste suina africana in Italia, la Regione Emilia-Romagna ha messo in campo un programma strutturato di interventi per rafforzare la biosicurezza degli allevamenti e sostenere le attività di prevenzione e controllo sul territorio.
Sono stati attivati quattro bandi regionali per un valore complessivo di 11,1 milioni di euro, che hanno consentito a oltre 200 aziende di realizzare interventi finalizzati a migliorare i livelli di biosicurezza e a ridurre il rischio di introduzione del virus negli allevamenti. A queste misure si aggiungerà a breve un nuovo bando del valore di 2,6 milioni di euro.
Parallelamente la Regione continua a investire nelle attività di controllo della fauna selvatica, considerate uno degli strumenti fondamentali per contenere la diffusione della malattia. Per il 2026 sono stati stanziati 1,8 milioni di euro per l’attuazione dei piani di controllo, con un incremento significativo rispetto al milione di euro destinato a questa finalità nel 2025.
