Con la tumulazione presso la cappella di famiglia nel cimitero di Dinazzano, il Cardinale Camillo Ruini è tornato definitivamente nella terra che non aveva mai dimenticato.
Nel pomeriggio di ieri (venerdì 19 giugno) il Sindaco di Casalgrande Giuseppe Daviddi e l’Assessore alla Cultura Graziella Tosi hanno preso parte alla cerimonia funebre, officiata da Monsignor Mauro Parmeggiani, Vescovo di Tivoli e Palestrina, già alunno e segretario del Cardinale Ruini.
Per la comunità casalgrandese si è trattato di un momento particolarmente significativo, non soltanto per il rilievo nazionale e internazionale della figura ecclesiastica, ma soprattutto per il profondo legame che il Cardinale ha sempre mantenuto con Dinazzano e con il territorio delle proprie origini.
Prima del trasferimento a Roma per gli studi e per il lungo servizio alla Chiesa che lo avrebbe portato ai più alti incarichi ecclesiastici, Ruini trascorreva infatti molto tempo a Dinazzano, dove la famiglia possedeva la casa di campagna. Negli anni continuò a fare ritorno nel paese, in particolare in occasione della commemorazione dei defunti, mantenendo vivo il rapporto con la comunità locale, la parrocchia e le persone che lo avevano conosciuto fin da giovane.
Particolarmente forte era il legame con don Pino e con la comunità parrocchiale di Dinazzano. Tra i ricordi più significativi vi è quello del 2015, quando un gruppo di parrocchiani si recò a Roma per incontrarlo e concelebrare una Santa Messa insieme.
“Per Dinazzano e per Casalgrande non si tratta soltanto dell’ultimo saluto a una figura che ha avuto un ruolo importante nella storia della Chiesa italiana – sottolineano il Sindaco Giuseppe Daviddi e l’Assessore Graziella Tosi –. È anche il ritorno a casa di una persona che non ha mai smesso di sentirsi parte della propria comunità. I racconti e le testimonianze raccolti in questi giorni restituiscono l’immagine di un uomo che, pur avendo raggiunto i più alti incarichi ecclesiastici, ha continuato a mantenere vivo il rapporto con la sua terra e con le persone che avevano accompagnato la sua giovinezza”.
“La scelta di riposare accanto ai propri familiari, nella terra che lo ha visto crescere – aggiungono Daviddi e Tosi – testimonia un attaccamento autentico alle proprie radici. Oggi la comunità di Casalgrande lo accoglie con rispetto, gratitudine e affetto, custodendo il ricordo di una figura che non ha mai dimenticato da dove veniva”.
La tumulazione a Dinazzano rappresenta così non soltanto l’ultimo saluto a uno dei protagonisti della storia della Chiesa italiana degli ultimi decenni, ma anche il compimento di un legame mai interrotto con il territorio e con la comunità che ne hanno accompagnato i primi anni di vita.
