Città che favoriscono stili di vita sani, con spazi pubblici più accoglienti e sicuri, una mobilità pensata per rendere più semplici gli spostamenti attivi, più spazi verdi e zone d’ombra dove servono, migliori condizioni climatiche nei quartieri e servizi più accessibili e distribuiti in modo equo sul territorio, per contrastare le disuguaglianze. È con questa visione – quella di comunità urbane capaci di rispondere alle sfide ambientali e sociali, mettendo al centro il benessere delle persone in ogni fase della vita – che la Regione Emilia-Romagna ha approvato il documento “Urban Health. Promuovere interventi intersettoriali per la vivibilità, la salute e il benessere urbano”, un nuovo strumento tecnico che integra la salute delle cittadine e dei cittadini nella pianificazione urbana, in linea con il Piano regionale della prevenzione e con la legge regionale 24/2017 sul governo del territorio.
Una ‘guida operativa’ pensata per offrire agli enti locali un quadro condiviso in grado di connettere salute, ambiente e aspetti territoriali attraverso indicatori, metodi di analisi e strumenti che permettono di leggere in modo integrato i fattori che influenzano il benessere della popolazione. “Urban Health” nasce da un lavoro congiunto tra la Regione, Arpae, il Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara e le Aziende sanitarie, che ha coinvolto alcuni Comuni nella fase laboratoriale.
Il documento di indirizzo regionale è stato illustrato oggi a Bologna, in Terza Torre, nel corso dell’incontro “La Salute al centro delle città”, organizzato dalla Regione Emilia-Romagna e da Art-ER, dagli assessori regionali Massimo Fabi (Politiche per la salute) e Irene Priolo (Ambiente e Programmazione territoriale).
“Mettere la salute al centro delle politiche urbane- affermano gli assessori Fabi e Priolo- significa guardare alle città non solo come contesti urbani, ma come ambienti che incidono sulla salute e la vita quotidiana delle persone: spostamenti, accesso ai servizi, qualità dell’aria, benessere e possibilità di vivere in comunità. Con questo documento rafforziamo un approccio intersettoriale che in Emilia-Romagna è già una realtà: sanità pubblica, pianificazione territoriale e politiche ambientali lavorano insieme per costruire contesti urbani più equi, più inclusivi e più resilienti ai cambiamenti climatici”.
Tra il 2022 e il 2024 è stata avviata una sperimentazione che ha coinvolto sette Comuni e Unioni – Bologna, Modena, Reggio Emilia, Bomporto (Mo), Santarcangelo di Romagna (Rn), Unione Bassa Reggiana e Unione Rubicone-Mare (Fc) – per verificarne l’applicabilità e affinare criteri, indicatori e indirizzi metodologici.
“La sperimentazione condotta con enti locali, Aziende sanitarie, Università e Arpae- proseguono gli assessori- conferma che integrare dati sanitari, indicatori ambientali e scelte urbanistiche è possibile e porta risultati concreti: aiuta a leggere meglio le differenze tra quartieri, a progettare spazi pubblici più vivibili, a contrastare le isole di calore, a promuovere la mobilità attiva e a programmare servizi così che siano sempre più vicini ai bisogni reali delle persone. L’ottica Urban Health – concludono – è un investimento sul futuro dei nostri territori: una scelta che rafforza la capacità delle comunità di crescere in modo equo e sostenibile, orientando lo sviluppo soprattutto su salute e benessere delle cittadine e dei cittadini”.
Urban Health: cos’è e come funziona
Il documento approvato dalla Giunta regionale offre ai territori un insieme articolato di strumenti operativi che integrano salute, ambiente e pianificazione urbanistica. Mette infatti a disposizione indicatori ambientali e territoriali collegati agli esiti di salute, come quelli relativi alla mobilità attiva, alla qualità dell’aria, al verde urbano, al consumo di suolo e alle isole di calore, così da supportare gli enti locali nell’analisi delle criticità e delle opportunità dei diversi contesti urbani. Accanto a questi indicatori, vengono proposte metodologie per utilizzare il Profilo di Salute della popolazione a integrazione dei Piani urbanistici generali (Pug) sin dalle prime fasi di elaborazione, rendendo possibile una lettura condivisa dei dati sanitari locali in rapporto alle trasformazioni urbane ipotizzate, con particolare attenzione alle differenze tra quartieri e alle disuguaglianze di salute. “Urban Health” fornisce inoltre strumenti utili al monitoraggio degli effetti sulla salute degli interventi realizzati, così da poter valutare in modo continuativo l’impatto di Pug e progetti di rigenerazione sul benessere delle comunità lungo tutto il processo di attuazione e controllo della pianificazione. Al suo interno vengono anche delineati indirizzi partecipati per la definizione delle Dotazioni territoriali multi-prestazionali secondo una prospettiva ecosistemica, che tiene insieme aspetti ambientali, sociali e sanitari. L’obiettivo complessivo è quello di sostenere enti locali e Aziende sanitarie nell’assunzione di scelte urbanistiche capaci di promuovere salute, ridurre le esposizioni a rischio e favorire stili di vita attivi.
