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Scavi archeologici clandestini sulle sponde dell’Enza: scatta il sequestro dei carabinieri

Scavi archeologici clandestini sulle sponde dell’Enza: scatta il sequestro dei carabinieriIl patrimonio storico e ambientale dellAppennino reggiano è stato salvaguardato grazie a unazione concertata in risposta alla scoperta di scavi archeologici illegali nella zona montuosa della provincia. Nel luglio 2026, un’indagine condotta dai Carabinieri e coordinata dalla Procura di Reggio Emilia ha portato al sequestro di strumenti utilizzati da individui sconosciuti per effettuare questi scavi. Gli scavi si trovavano in una cavità naturale nascosta all’interno di un’area boschiva difficile da raggiungere, lungo le sponde del fiume Enza. Allinterno della grotta, predisposta per uno scavo stratigrafico, i Carabinieri Forestali, supportati dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bologna, hanno trovato attrezzi da scavo e cumuli di rifiuti lasciati da un bivacco improvvisato, senza alcun rispetto per l’ambiente. Gli agenti hanno già rimosso i rifiuti e ripulito il sito.

Questo intervento è stato possibile grazie alla collaborazione tra vari reparti dell’Arma, con il supporto specialistico del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bologna, che ha permesso di identificare il modus operandi dei trasgressori. Loperazione ha anche impiegato tecnologie avanzate come droni e fototrappole, insieme a personale specializzato nel movimento in ambienti montani sfidanti. Cercare beni storici e archeologici richiede un metodo scientifico rigoroso; interventi non autorizzati rischiano di compromettere irrimediabilmente i siti, distruggendo la stratigrafia che custodisce dati storici vitali. La legge italiana tutela questo patrimonio inestimabile, stabilendo che i beni archeologici trovati nel sottosuolo o sui fondali appartengono allo Stato. Di conseguenza, ogni attività di scavo deve essere autorizzata dal Ministero della Cultura ed eseguita da personale qualificato sotto la supervisione della Soprintendenza competente.

Ogni rinvenimento fortuito deve essere immediatamente segnalato. Lo svolgimento di scavi illegali è un reato ai sensi dellart. 175 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, punibile con arresto fino a un anno e ammende fino a 3.099 euro. Inoltre, larticolo 518 bis del Codice Penale disciplina il furto di beni culturali appartenenti allo Stato trovati nel sottosuolo o nei fondali. Le indagini continuano per identificare i responsabili, mentre i reparti specializzati dei Carabinieri mantengono il loro impegno nella tutela dei beni culturali e paesaggistici dellAppennino reggiano.