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Castelnovo Monti: Festival Giano, grande attesa per l’evento che parte venerdì con Stefania Rocca, Umberto Galimberti e Ricky Tognazzi

Castelnovo Monti: Festival Giano, grande attesa per l’evento che parte venerdì con Stefania Rocca, Umberto Galimberti e Ricky Tognazzi

E’ davvero alta l’attesa per la partenza del Giano Festival, in programma venerdì 6 novembre alle 21 al Teatro Bismantova. Saranno tre giornate per esplorare ciò che mostriamo agli altri, le identità che indossiamo e i ruoli che assumiamo nella società. È il percorso proposto dalla quarta edizione del, che si terrà dal 6 all’8 novembre al Teatro di Castelnovo Monti. Il tema scelto, maschera e mascheramento, sarà affrontato attraverso linguaggi differenti, dal teatro al cinema fino alla filosofia, con ospiti di primo piano e occasioni di confronto con il pubblico.

Il festival è organizzato dal Comune di Castelnovo Monti – Assessorato alla cultura, in collaborazione con il Teatro Bismantova, la società Energee3, specializzata in servizi e consulenza ICT, e la casa editrice TheDotCompany. Una sinergia che mette in dialogo istituzioni, realtà culturali e competenze diverse, con l’obiettivo di proporre al pubblico occasioni di approfondimento e di incontro attraverso lo spettacolo e la riflessione.

Venerdì 6 novembre: teatro e dialogo con Stefania Rocca e Stefano Giavazzi

L’apertura è prevista alle 21 con una breve presentazione del festival, alla presenza del sindaco Emanuele Ferrari e del Comitato scientifico. A seguire andrà in scena Balene e nasi turchini, spettacolo che affronta i rituali del potere, le dinamiche delle élite e il costume come segno di appartenenza e gerarchia sociale. Alle 22.15 seguirà un dialogo con Stefania Rocca, attrice tra le interpreti più riconoscibili del cinema italiano contemporaneo, e Stefano Giavazzi, pianista di formazione classica e di consolidata esperienza concertistica.

Torinese, classe 1975, Stefania Rocca si è formata al Teatro Stabile di Torino, al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e all’Actors Studio di New York. Ha esordito sul grande schermo nel 1995 con Palermo-Milano solo andata e si è distinta negli anni successivi per la capacità di attraversare generi diversi, dal dramma alla commedia, fino al cinema d’autore e alla televisione. Tra i film che hanno segnato il suo percorso figurano Viol@, Il talento di Mr. Ripley, La bestia nel cuore e Sono tornato. Alla carriera cinematografica ha affiancato anche esperienze teatrali e numerose interpretazioni televisive.

Al suo fianco ci sarà Stefano Giavazzi, pianista mantovano diplomato con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio di Mantova. Si è perfezionato con importanti maestri internazionali e ha ottenuto riconoscimenti in diversi concorsi pianistici. Il suo percorso comprende il repertorio solistico, la musica da camera e le collaborazioni con orchestre italiane e straniere, con concerti in numerosi Paesi europei. Il confronto tra i due ospiti offrirà un’ulteriore prospettiva sul tema della rappresentazione e sui diversi modi in cui l’identità prende forma attraverso l’arte.

Sabato 7 novembre: Fellini e il pensiero di Umberto Galimberti

Il programma proseguirà alle 15.30 con la proiezione di Fellini Satyricon, il film diretto da Federico Fellini nel 1969 e ispirato liberamente all’opera di Petronio. Ambientata in una Roma antica e visionaria, la pellicola costruisce un universo di corpi, travestimenti, eccessi e rituali, nel quale il confine tra identità individuale e rappresentazione si fa incerto. Un’opera che permette di interrogarsi sul significato del carnevale, sulla trasgressione e sulla funzione sociale della maschera.

Alle 17.45 è previsto l’incontro con Umberto Galimberti, filosofo, psicoanalista e saggista tra le voci più note del dibattito culturale italiano. Nato a Monza nel 1942, è stato professore universitario di antropologia culturale e filosofia della storia all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Nei suoi studi ha approfondito i rapporti tra filosofia, psicoanalisi, corpo, anima, simbolo e società contemporanea, interrogandosi in particolare sul ruolo della tecnica e sulla ricerca di senso dell’individuo nel mondo moderno.

Autore di numerosi saggi, tra cui Psiche e techne, I vizi capitali e i nuovi vizi e L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, Galimberti ha sviluppato una riflessione che attraversa la filosofia occidentale e la psicologia, mettendo in relazione le trasformazioni della società con le domande fondamentali sull’identità e sull’esistenza. La sua presenza al festival offrirà l’occasione per approfondire i significati simbolici e antropologici della maschera, oltre la sua dimensione puramente estetica. Nel corso della serata Galimberti dialogherà con il direttore artistico del Festival Giano, lo scrittore e critico cinematografico Fabio Canessa.

Domenica 8 novembre: Ultrà e l’incontro con Ricky Tognazzi

La giornata conclusiva si aprirà alle 15.30 con la proiezione di Ultrà, film diretto da Ricky Tognazzi nel 1991. Ambientata nel mondo del tifo calcistico organizzato, la pellicola racconta le dinamiche di gruppo, il senso di appartenenza e i meccanismi attraverso i quali l’individuo può finire per identificarsi completamente con una comunità. Il tifo diventa così una possibile chiave di lettura della maschera collettiva, dei ruoli sociali e della tensione tra identità personale e identità condivisa.

Al termine della proiezione il pubblico potrà incontrare Ricky Tognazzi, attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico. Nato a Milano nel 1955, figlio dell’attore Ugo Tognazzi, ha iniziato il proprio percorso professionale lavorando come aiuto regista per autori come Luigi Comencini, Pupi Avati e Maurizio Ponzi. Dopo il debutto alla regia, ha firmato film che hanno lasciato un segno nel cinema italiano, tra cui Piccoli equivoci, Ultrà e La scorta. Per Ultrà ha ricevuto il David di Donatello per la regia e l’Orso d’argento al Festival di Berlino nel 1991; nel 1993 ha ottenuto un ulteriore David di Donatello per La scorta. Nel corso della sua carriera ha alternato cinema e televisione, affrontando spesso temi sociali e vicende legate alla storia e alla cronaca italiana.

La sua partecipazione permetterà di approfondire la genesi e il significato di Ultrà, un film che, a oltre trent’anni dall’uscita, conserva la capacità di interrogare il rapporto tra appartenenza, identità e responsabilità individuale.

Tre appuntamenti diversi, dunque, legati da un filo comune: comprendere quanto la maschera possa rivelare, nascondere o trasformare ciò che siamo. Giano Festival invita il pubblico a confrontarsi con queste domande attraverso il linguaggio del teatro, le immagini del cinema e il pensiero filosofico, in un fine settimana culturale che porterà a Castelnovo artisti e intellettuali di rilievo nazionale.

Il programma completo e le informazioni sui biglietti sono disponibili sul sito www.giano-festival.it