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Sicurezza stradale. In Emilia-Romagna calano le vittime della strada: 266 nel 2025 (-2,6% sul 2024), il numero più basso degli ultimi anni

Prosegue il calo delle vittime della strada in Emilia-Romagna. È il quadro che emerge dai dati Istat sull’incidentalità stradale relativi al 2025: negli scorsi 12 mesi sono state 266, sette in meno rispetto al 2024 (-2,6%) e 86 in meno rispetto al 2019 (-24,4%), il dato più basso degli ultimi anni. Nello stesso periodo, tuttavia, si sono verificati 17.331 incidenti stradali, il 3,4% in più rispetto all’anno precedente, con 22.587 persone ferite (+4,4%). I dati provvisori del primo semestre 2026 sembrerebbero confermare questo trend, con gli incidenti in crescita del 4,2%, i feriti del 5,1%, mentre i decessi sono registrati in calo del 10, 9%.

Un andamento che conferma una tendenza già emersa negli ultimi anni. Dopo il forte calo registrato nel 2020 per effetto delle limitazioni agli spostamenti durante la pandemia, gli incidenti sono progressivamente tornati a crescere fino a superare i livelli del 2019. Diverso il dato delle vittime della strada, che continua invece a mantenersi sensibilmente inferiore rispetto al periodo pre-Covid.

I dati sono stati presentati, nell’ambito di Ecomondo, alla seconda edizione degli “Stati generali della Sicurezza stradale in Emilia-Romagna”, dal titolo “Strade sicure, sostenibili, vivibili e sane: dal Prit al Prp strategie e risorse per lo sviluppo della mobilità in Emilia-Romagna”.

L’iniziativa, promossa dalla Regione attraverso l’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale, ha riunito amministrazioni pubbliche, forze dell’ordine, associazioni di categoria e di volontariato, professionisti e operatori del settore per un confronto sulle strategie necessarie a ridurre l’incidentalità e promuovere una mobilità più sicura e sostenibile.

A qualificare il confronto la presenza di tre relatori di rilievo internazionale, chiamati ad aprire i principali panel tematici. Si parte da Henriette Vamberg, di GEHL Studio di Copenaghen, realtà internazionale di riferimento nella progettazione urbana e nella trasformazione degli spazi pubblici a misura di persona, che porta la propria esperienza sul rapporto tra mobilità e trasformazione delle città. Segue Daniel Velazquez Cortés, del Barcelona Institute for Global Health (ISGlobal), con un approfondimento sul legame tra mobilità, salute pubblica e qualità della vita. A chiudere il ciclo dei keynote speech è Carlos Moreno, docente alla Sorbona e ideatore del modello della “città dei 15 minuti”, conosciuto a livello internazionale per il suo contributo al ripensamento delle città in chiave sostenibile e di prossimità.

Al centro dell’appuntamento, inoltre, il rafforzamento delle politiche di prevenzione e della cultura della sicurezza stradale, insieme al ruolo della mobilità nelle principali strategie regionali in corso di definizione: dal Piano regionale integrato dei trasporti (Prit) alla revisione della legge urbanistica regionale, fino al Piano regionale della prevenzione (Prp). La Regione attraverso l’Osservatorio sta promuovendo un approccio integrato, intersettoriale ed interdisciplinare proprio per aumentare l’efficacia dei provvedimenti nel perseguimento della Vision zero e trasformare le nostre città a misura di persone per una mobilità sicura e attiva.

Ed è proprio per promuovere comportamenti sempre più responsabili sulla strada, diffondere la cultura della prevenzione e tutelare la sicurezza di tutte le persone che ogni giorno si spostano a piedi, in bicicletta, in moto, con i mezzi pubblici o in automobile che nasce il nuovo Programma 2025-2029 dell’Osservatorio regionale per l’educazione alla sicurezza stradale, l’organismo della Regione Emilia-Romagna che coordina e promuove le politiche di educazione alla sicurezza stradale. Il piano, il primo esteso all’intera legislatura e ispirato agli obiettivi europei della “vision zero”, punta sul monitoraggio dell’incidentalità, sull’educazione e la formazione, sulle campagne di sensibilizzazione e su una rete stabile di collaborazione con scuole, enti locali, università, Prefetture, Forze dell’ordine, Aziende sanitarie e associazioni.

“I dati del 2025 ci consegnano un quadro che richiede attenzione e responsabilità- afferma l’assessora regionale alla Mobilità e ai Trasporti, Irene Priolo-. Se da un lato prosegue il calo delle vittime della strada, dall’altro aumentano gli incidenti e le persone ferite. È un richiamo a non abbassare la guardia. La sicurezza stradale è una sfida quotidiana che riguarda tutte e tutti. Per affrontarla servono educazione, consapevolezza e attenzione ai comportamenti di ciascuno. Per questo abbiamo scelto di rafforzare il nostro impegno sulla prevenzione, investendo in un programma che propone iniziative rivolte alle diverse fasce d’età e coinvolge scuole, famiglie, enti locali, Forze dell’ordine, Aziende sanitarie e associazioni. La ‘Vision Zero’ non è uno slogan, ma un metodo di lavoro che mette al centro la tutela della vita e la responsabilità condivisa. Per questo ho proposto anche l’istituzione di un gruppo di lavoro in commissione Trasporti che coinvolga tutte le consigliere e i consiglieri regionali. La sicurezza stradale è un tema che richiede il contributo e l’impegno di tutte le istituzioni”.

Tante le attività portate avanti dall’Osservatorio nel 2025 rivolte a tutte le fasce d’età: dalla distribuzione di 30mila kit informativi ai neogenitori con la campagna “Tienilo protetto“, ai progetti di educazione stradale nelle scuole, fino alle iniziative dedicate ai giovani, ai lavoratori e agli anziani. Una particolare attenzione è stata riservata anche agli utenti più vulnerabili della strada – pedoni, ciclisti e motociclisti – con la campagna “Guardiamoci negli occhi”, realizzata in tutti i capoluoghi dell’Emilia-Romagna. Obiettivo, accompagnare cittadine e cittadini nell’adozione di comportamenti corretti e responsabili, a partire dai più giovani, rafforzando la cultura della prevenzione e della sicurezza stradale.

I dati 2025

Nel 2025 sulle strade dell’Emilia-Romagna si sono verificati 17.331 incidenti stradali, con un aumento del 3,4% rispetto al 2024 e dello stesso 3,4% rispetto al 2019. Le persone ferite sono state 22.587, in crescita del 4,4% rispetto all’anno precedente e sostanzialmente tornate ai livelli pre-pandemia (+0,9% rispetto al 2019). Le vittime della strada sono state invece 266, sette in meno rispetto al 2024 (-2,6%) e 86 in meno rispetto al 2019 (-24,4%), il dato più basso degli ultimi anni.

L’aumento degli incidenti ha interessato sia la rete urbana sia quella extraurbana. Fuori dai centri abitati i sinistri sono stati 5.246 (+4,1% rispetto al 2024 e +10,5% rispetto al 2019), mentre nei centri abitati hanno raggiunto quota 12.085 (+3,1% sull’ultimo anno e +0,5% rispetto al 2019). Analogo l’andamento delle persone ferite: 7.670 sulle strade extraurbane (+4,3% rispetto al 2024) e 14.917 in ambito urbano (+4,5% rispetto al 2024). Per quanto riguarda le vittime della strada, sulle arterie extraurbane sono state 164, in lieve aumento rispetto al 2024 (+3,1%), ma ancora inferiori del 21,5% rispetto al 2019. Nei centri abitati le persone che hanno perso la vita sono state 102, in diminuzione del 10,5% rispetto all’anno precedente e del 28,7% rispetto al periodo pre-Covid.

Le vittime sono state soprattutto gli occupanti di autovetture (97), seguiti dai motociclisti (66). Tra gli utenti più vulnerabili della strada hanno perso la vita 40 pedoni e 36 ciclisti. Si registrano inoltre 5 decessi tra i conducenti di ciclomotori, 18 tra gli occupanti di autobus tra gli occupanti di autobus e 4 tra le persone a bordo di altri veicoli.