È l’Emilia-Romagna la regione dove si è votato di più in Italia al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo: alle urne il 66,67% delle cittadine e dei cittadini; in tutte le province l’affluenza supera il 62%, senza eccezioni. Un dato netto, uniforme, che fotografa una partecipazione alta e radicata su tutto il territorio.
Nella provincia di Bologna si registra il dato più alto del Paese, con il 70,26%. Seguono Modena (67,20%), Reggio Emilia (66,86%), Ravenna (66,57%), Forlì-Cesena (66,02%), Parma (64,77%), Rimini (64,04%), Ferrara (63,79%) e Piacenza (62,83%).
“L’affluenza è grande soddisfazione, l’Emilia-Romagna ha sempre fatto della partecipazione democratica una delle sue cifre e ancora una volta si conferma una comunità che non delega, ma che vuole essere protagonista- sottolinea il presidente della Regione, Michele de Pascale-. Al netto della legittima soddisfazione, che personalmente condivido, di chi si è battuto sul fronte del No, in questa Regione va riconosciuto a entrambi i fronti di aver prodotto un dibattito di merito di gran lunga migliore di quello sviluppatosi a livello nazionale”.
“Va oggettivamente riconosciuto che, per l’ennesima volta, il Popolo italiano ha respinto una riforma costituzionale promossa, sostanzialmente, da una sola parte politica- conclude il presidente-. La mia speranza è che possa essere un monito definitivo e trasversale a tutte le parti politiche affinché i progetti di riforma costituzionale in futuro si possano muovere esclusivamente a larghissima maggioranza, come avvenne 80 anni fa”.
