Cinquantacinque Comuni, oltre un milione di abitanti, sette Unioni a cui aderisce l’87% delle municipalità bolognesi. Un sistema di enti locali che conta 8.218 dipendenti, il 27% del totale in regione, e una capacità di spesa pari a 1.681 milioni di euro, il 27% del totale regionale.
È questa la fotografia della capacità amministrativa negli Enti locali del territorio della Città Metropolitana di Bologna, realtà da cui prosegue il percorso partecipato promosso dalla Regione, che qui si intreccia con il Piano strategico metropolitano 2050, messo in campo per ripensare il funzionamento delle istituzioni locali, rafforzare la programmazione integrata e la collaborazione tra enti, migliorare organizzazione e servizi, ridurre le differenze territoriali e costruire le nuove scelte attraverso il confronto.
Oggi pomeriggio sotto le Due Torri la settima tappa di ‘Luogo al cambiamento’, una serie di nove incontri territoriali, uno per provincia, previsti dalla Regione per costruire insieme a Città metropolitana di Bologna, Comuni, Province e Unioni la riforma del riordino territoriale regionale: un processo partecipato che punta a rafforzare il modo in cui gli enti, a tutti i livelli, programmano e lavorano insieme, migliorando al tempo stesso la capacità amministrativa, la gestione delle risorse e l’organizzazione dei servizi offerti a cittadine e cittadini sui diversi territori.
Ad aprire i lavori l’assessore regionale alla Programmazione strategica e attuazione del Programma, Davide Baruffi, e il sindaco di Bologna e della Città Metropolitana, Matteo Lepore.
Il territorio di Bologna è caratterizzato da una presenza di Comuni medi e medio grandi: quasi la metà è tra i 5 mila e i 15 mila abitanti, uno su quattro ne ha più di 15mila. Sei Comuni su 21 hanno meno di 25 unità di personale.
Le Unioni gestiscono mediamente sette funzioni sulle tredici finanziate dal Piano regionale territoriale (Prt): 9 funzioni gestite dalle Unioni di Comuni ‘Reno Galliera’ e ‘Nuovo Circondario Imolese’, 8 funzioni da ‘Terre di Pianura’, 6 dall’Unione Valle del Reno Lavino e Samoggia e 5 dalle Unioni “Appennino Bolognese e Savena-Idice”.
Sono presenti Unioni ‘polo’ che supportano i Comuni limitrofi con diverse funzioni. La Città Metropolitana ha un importante ruolo di coordinamento e funzioni specialistiche sul territorio. Sono stati avviati alcuni Uffici comuni con il capoluogo e si evidenzia un modello di collaborazione consolidato tra Città Metropolitana, Unioni e Comuni.
“La realtà bolognese rappresenta per molti aspetti un unicum nel sistema regionale: lo è non solo per la presenza del capoluogo di regione, hub di molte fusioni di area vasta, ma per lo status della città metropolitana, riconosciuta dalla Costituzione e a cui la legge nazionale affida compiti specifici rispetto al resto delle province – sottolinea l’assessore Davide Baruffi-. Valorizzare questi punti di forza per tutto il sistema metropolitano e per il resto del sistema regionale è un obiettivo qualificante del riordino che vogliamo realizzare. Così come- prosegue l’assessore- mutuare da questa esperienza le buone pratiche sperimentate a partire dalla programmazione strategica in corso per le altre province”.
“Ringrazio la Regione Emilia-Romagna per l’importante percorso partecipato messo in campo in vista della futura legge regionale sul riordino territoriale, con l’obiettivo di rendere gli enti locali più forti, coesi e vicini alle comunità– ha commentato il sindaco metropolitano Matteo Lepore–. Per la prima volta il percorso regionale si intreccia inoltre con quello del Piano Strategico metropolitano, promosso assieme dai nostri enti; in questo quadro vogliamo puntare sul consolidamento strutturale del ruolo della Città metropolitana nella programmazione regionale: un ruolo di coprogrammazione e coordinamento sui temi dello sviluppo economico, sociale e sanitario, del territorio, delle infrastrutture e della mobilità, garantendo la presenza dell’Ente nei luoghi di programmazione e decisione, coerentemente con la specificità istituzionale di Bologna metropolitana nel contesto regionale In vista anche della prossima programmazione europea insieme dobbiamo confrontarci con il Governo per il prossimo piano nazionale, dove i territori devono avere una forte voce in capitolo”.
Il percorso
Il percorso di riordino territoriale promosso dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Anci, Upi, Uncem e Città metropolitana di Bologna, è stato avviato dal ‘Documento di indirizzo per il riordino territoriale’, approvato dalla Giunta regionale lo scorso 20 aprile, che ha aperto la fase di confronto e partecipazione con i territori.
Insieme a Province, Comuni e Unioni di Comuni, Comunità montane e Città metropolitana di Bologna, la Regione, attraverso un percorso partecipato fondato sul confronto e sulla collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, punta a costruire una riforma del sistema territoriale dell’Emilia-Romagna. L’obiettivo è rafforzare il modo in cui gli Enti a tutti i livelli (Comuni, Unioni di Comuni, Province, Città metropolitana e Regione) programmano e lavorano insieme (governance multilivello) migliorando al tempo stesso la loro capacità di organizzarsi, gestire risorse e offrire servizi (capacità amministrativa).
Maggiori informazioni sul sito Partecipazione al link: https://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/piani-programmi-progetti/piano-di-riordino-territoriale
