
Più turisti, più presenze, più investimenti. L’Appennino dell’Emilia-Romagna continua a crescere: nel primo quadrimestre del 2026 gli arrivi aumentano del 6,36% e le presenze del 5,29% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato accompagnato dagli investimenti che la Regione ha destinato alla montagna e dal rafforzamento delle Strategie territoriali per le aree interne e la montagna (Stami), che nella programmazione 2021-2027 hanno già finanziato 88 interventi di attrattività turistica e sugli impianti sportivi per oltre 40 milioni di euro.
A queste risorse si aggiungono 18 milioni di euro previsti dall’assestamento di bilancio, destinati a rafforzare le Strategie, con 2 milioni per ciascuna delle nove aree interne dell’Emilia-Romagna e ulteriori 3,5 milioni per completare il finanziamento di progetti già approvati. Tra le priorità, il potenziamento e il miglioramento dell’impiantistica sportiva nei comuni montani, un’infrastruttura strategica non solo per chi vive in Appennino, ma anche per la crescita del turismo, e l’organizzazione di eventi, manifestazioni e attività sportive durante tutto l’anno.
È da questi numeri che a Porretta Terme (Bo) ha preso avvio “Turismo in Cima”, il secondo appuntamento del ciclo di incontri itineranti promosso dalla Regione e dedicato al futuro dell’Appennino. Un’occasione di confronto tra istituzioni, operatori e amministratori locali per fare il punto sulle politiche avviate e sulle prospettive di sviluppo della montagna, dove la crescita del turismo rappresenta uno dei principali indicatori dell’efficacia delle strategie messe in campo.
Sono intervenuti il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, gli assessori regionali Davide Baruffi (Montagna) e Roberta Frisoni (Turismo, Commercio e Sport), il sindaco della Città metropolitana di Bologna, Matteo Lepore, il sindaco di Alto Reno Terme, Giuseppe Nanni, la sindaca di Marzabotto, Valentina Cuppi, il sindaco di Dozza e vicepresidente nazionale dell’associazione I Borghi più Belli d’Italia, Luca Albertazzi, e il presidente del Territorio turistico Bologna-Modena, Mattia Santori.
Presenti, Milena Bettocchi, organizzatrice di Appenninica Mtb Stage Race, Stefano Lorenzi di Appennino Slow, Melissa Milani, presidente del Comitato paralimpico Emilia-Romagna, Aldo Ferruzzi, presidente del Consorzio del Circuito Termale dell’Emilia-Romagna (Coter), Amedeo Faenza, presidente di Federalberghi Emilia-Romagna, insieme a rappresentanti delle istituzioni locali e del territorio, del mondo del turismo e delle realtà dell’Appennino.
I risultati turistici confermano gli effetti delle politiche regionali. Il 2025 si è chiuso con un aumento del 12,7% degli arrivi e del 12,4% delle presenze, mentre nel primo quadrimestre del 2026 prosegue la crescita dei flussi, trainata dalla progressiva destagionalizzazione dell’offerta e dal rafforzamento del turismo internazionale, che registra un incremento del 13,36% delle presenze straniere. Parallelamente proseguono gli investimenti della Regione per rafforzare l’offerta turistica dell’Appennino e la riqualificazione delle stazioni sciistiche dell’Emilia-Romagna, un piano che interessa tutto il territorio regionale compreso il Corno alle Scale, che può contare su oltre 9,4 milioni di euro di investimenti pubblici, tra risorse regionali e nazionali. A queste risorse si affiancano misure trasversali, che hanno interessato tutto il territorio regionale: i 20 milioni del bando dedicato alla riqualificazione delle strutture ricettive, gli interventi finanziati attraverso il Fondo unico nazionale per il turismo (Funt), le misure a sostegno del commercio di prossimità, delle attività economiche polifunzionali e dei percorsi di valorizzazione dei cammini, oltre alle iniziative dedicate al rilancio del comparto termale.
Proprio oggi, in occasione del 70^ anniversario del Sacrario del Cestista Emiliano, sono stati inaugurati a Porretta Terme il campo da basket all’aperto “I Triangolini” e la Casa della Pallacanestro, finanziati con oltre 180mila euro dal Comune e grazie a donazioni private.
“L’Appennino è una priorità dell’Emilia-Romagna- sottolinea il presidente de Pascale-. Rappresenta un patrimonio ambientale, culturale e identitario straordinario e, prima di tutto, è il luogo in cui vivono comunità che hanno diritto a opportunità, servizi e prospettive di futuro. È partendo dalle persone che abbiamo costruito la nostra strategia: investire sulla montagna significa creare le condizioni perché questi territori siano attrattivi e capaci di generare sviluppo, migliorando al tempo stesso la qualità della vita di chi li abita e di chi ogni giorno sceglie di viverci, lavorarci e fare impresa. I dati sul turismo, gli eventi sportivi, le ricadute economiche generate dagli investimenti destinati alla nostra montagna confermano che l’Appennino sta vivendo una fase positiva e che il percorso avviato, insieme all’impegno delle amministrazioni locali, delle imprese, degli operatori e delle comunità, sta contribuendo a rafforzarne il potenziale. Un percorso che vogliamo ulteriormente sostenere, accompagnando lo sviluppo delle sue comunità e valorizzando le potenzialità di tutti i territori montani. Ne sentiamo la piena responsabilità, in particolare dopo l’approvazione della nuova classificazione approvata dal Governo che penalizza realtà importanti del nostro territorio- conclude il presidente-. Per questo il nostro impegno sarà sempre più finalizzato a creare opportunità, rafforzare i servizi e sostenere chi vive, lavora e fa impresa in montagna”.
“La crescita del turismo è uno dei segnali più evidenti di un lavoro più ampio che stiamo portando avanti sull’Appennino- sottolinea l’assessore Baruffi-. Le Strategie territoriali per le aree interne e la montagna nascono proprio per costruire sviluppo partendo dai bisogni delle comunità: servizi, infrastrutture, mobilità, impiantistica sportiva, sostegno alle imprese e qualità della vita devono procedere insieme. Per questo la Regione ha espresso una posizione molto netta sulla nuova classificazione nazionale dei Comuni montani: dividere la montagna non aiuta lo sviluppo di nessun territorio dell’Appennino. La nostra scelta è opposta: continuare a investire sull’intera montagna emiliano-romagnola e non penalizzare i Comuni esclusi dalla nuova classificazione. Se il Governo taglia del 60% le risorse per la montagna, noi le abbiamo già aumentate proprio del 60%. Questa settimana, con l’assestamento di bilancio, abbiamo inoltre stanziato ulteriori 18 milioni di euro per gli investimenti nelle aree interne, che rafforzano una strategia costruita per accompagnare lo sviluppo di tutti i territori”.
“L’Appennino sta dimostrando di poter essere una destinazione sempre più attrattiva durante tutto l’anno- sottolinea l’assessora Frisoni-. I dati confermano una crescita costante dei flussi, sostenuta da un’offerta sempre più ricca e diversificata che mette insieme natura, sport, benessere, terme, cammini, borghi ed enogastronomia. È una strategia che stiamo accompagnando con investimenti sui comprensori montani, sugli eventi sportivi e sulla promozione dell’Appennino nei mercati italiani e internazionali, a cui si aggiungono misure trasversali, che riguardano tutto il territorio regionale: a partire dai 20 milioni di euro del bando regionale in uscita dopo l’estate per la riqualificazione delle strutture ricettive, dagli 11 milioni del programma EuReCa Turismo, al bando sul commercio di prossimità uscito a giugno. Il nostro obiettivo è consolidare la crescita della nostra montagna, favorire la destagionalizzazione e creare nuove opportunità per gli operatori turistici, le attività economiche e le comunità locali, facendo dell’Appennino una destinazione sempre più competitiva e riconoscibile dodici mesi l’anno”.
“Gli investimenti che in questi anni abbiamo promosso e coordinato come Città metropolitana insieme alla Regione in favore del turismo e del lavoro in Appennino- afferma il sindaco Lepore– non solo si sono dimostrati efficaci – parliamo oggi di 300mila turisti all’anno e una crescita annuale degli arrivi che nel 2025 è stata del +9% – ma soprattutto hanno rafforzato una politica di sviluppo basata sulle professionalità, che da un lato garantisce qualità ai visitatori e dall’altro consolida l’ideale di futuro per chi ha scelto di vivere sul territorio. Dai cammini al turismo bianco, dagli eventi sportivi fino alla valorizzazione dei festival musicali e culturali passando per la rigenerazione di spazi e borghi: se oggi l’Appennino è sempre più attrattivo è perché siamo stati in grado di intercettare una crescente ‘domanda di montagna’ e trasformarla in relazioni solide, tra cittadini e con le istituzioni”.
Gli investimenti per la montagna
Nell’ambito delle Strategie territoriali per le aree interne e la montagna (Stami), la programmazione 2021-2027 ha già finanziato 88 interventi di attrattività turistica e sugli impianti sportivi per oltre 40 milioni di euro. Uniti al co-finanziamento degli enti locali, hanno generato investimenti per più di 54 milioni. A queste risorse si aggiungono i 21,5 milioni di euro previsti dall’assestamento di bilancio 2026 per le aree interne: 2 milioni per ciascuna delle nove aree interne dell’Emilia-Romagna e 3,5 milioni destinati a completare il finanziamento di progetti già approvati, con una particolare attenzione al potenziamento dell’impiantistica sportiva nei comuni montani.
Un capitolo strategico riguarda la viabilità, condizione essenziale per l’accessibilità e la competitività della montagna. Nel triennio 2024-2026 la Regione ha destinato 15 milioni di euro al Fondo regionale per la montagna; per il triennio 2026-2028 è già previsto uno stanziamento di 24 milioni di euro, con un incremento di 9 milioni rispetto al triennio precedente.
La crescita dei flussi turistici è accompagnata anche da un ampio programma di investimenti regionali destinato a migliorare l’attrattività dell’Appennino e la qualità dei servizi. A partire dalle risorse messe in campo dalla Regione per la riqualificazione delle stazioni sciistiche dell’Emilia-Romagna, un piano che interessa tutto il territorio regionale compreso il Corno alle Scale, che può contare su oltre 9,4 milioni di euro di investimenti pubblici, tra risorse regionali e nazionali. Il progetto comprende la realizzazione della nuova seggiovia verso il lago Scaffaiolo, sostenuta con oltre 7 milioni di euro, l’ammodernamento della seggiovia Pian di Pattane-Rocce (1,6 milioni di euro), la revisione generale della seggiovia L.M. 28 di Lizzano in Belvedere (706mila euro) e il nuovo tappeto di risalita coperto del campo scuola (565mila euro), con l’obiettivo di rendere il comprensorio una destinazione fruibile durante tutto l’anno.
A questi interventi si affiancano i 10 milioni di euro per il rafforzamento del commercio di prossimità, dei pubblici esercizi e dei servizi essenziali e 400mila euro destinati alle attività economiche polifunzionali nei piccoli comuni montani, insieme agli interventi per la valorizzazione dei cammini e degli itinerari escursionistici, elementi sempre più centrali nello sviluppo di un turismo lento e sostenibile.
