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Quattro Castella: gps e airtag sull’auto, insulti e danneggiamenti nei confronti dell’ex compagna: divieto di avvicinamento

Quattro Castella: gps e airtag sull’auto, insulti e danneggiamenti nei confronti dell’ex compagna: divieto di avvicinamentoNon riuscendo ad accettare la conclusione della relazione,  ha perseguito per mesi una strategia mirata di controllo nei confronti dell’ex compagna. Ha nascosto dispositivi di tracciamento elettronico come GPS e AirTag sulle sue auto per seguirne ogni movimento. Ha inoltre coperto la donna di insulti, anche davanti ad altre persone, inviandole messaggi offensivi. Il nuovo compagno della vittima ha ricevuto innumerevoli telefonate anonime, mentre l’auto della donna è stata danneggiata diverse volte, con danni come un vetro rotto e una gomma bucata, costringendola a vivere in costante ansia e paura per la propria sicurezza.

Gli abusi psicologici e comportamenti vessatori dell‘uomo hanno portato a una denuncia alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, dopo che la donna ha raccontato i fatti ai carabinieri di Quattro Castella. Questi ultimi hanno accusato un 59enne di Albinea di maltrattamenti in famiglia. La Procura, dopo aver esaminato le prove raccolte, ha ottenuto dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia un ordine restrittivo nei confronti dell’uomo, vietandogli di avvicinarsi alla donna e ai luoghi che frequenta, imponendo di mantenersi a una distanza di almeno 1.000 metri e di non contattarla in alcun modo.

È stato inoltre deciso di equipaggiarlo con un braccialetto elettronico per monitorare i suoi movimenti. L’indagine dei carabinieri ha rivelato che, a partire da gennaio precedente, l’uomo aveva iniziato ad adottare comportamenti controllanti e persecutori dopo la fine della relazione. La donna aveva ricevuto notifiche sul suo cellulare riguardanti la presenza di un AirTag non associato al suo dispositivo, poi trovato nascosto nel vano motore di un‘auto che utilizzava. Nei mesi seguenti, è emerso un altro dispositivo di tracciamento nascosto in un’altra auto, confermato dalle immagini di videosorveglianza che mostravano luomo mentre lo posizionava. In parallelo, il nuovo compagno della donna iniziava a ricevere continue chiamate anonime. In pubblico, l’uomo agiva in modo provocatorio e offensivo; in un’occasione insultò la donna ad alta voce in presenza di testimoni durante un evento delle figlie minori. Nel luglio 2026, sospettando degli atti vandalici sull’auto (inclusa la rottura di un vetro, lo sgonfiamento di una ruota e il danneggiamento del tubo del raffreddamento), la donna scopriva un altro GPS nascosto nel paraurti. Tale dispositivo è stato sequestrato dai Carabinieri e già correlato all’uomo. Le gravi accuse di molestie riportate dalla vittima hanno portato all’adozione di misure cautelari richieste ed ottenute dalla Procura reggiana. Il procedimento giudiziario è ancora nella fase preliminare, con ulteriori indagini in corso per determinare la piena responsabilità dellindagato.