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Fiera di San Michele, a Castelnovo torna una tradizione lunga 554 edizioni

Fiera di San Michele, a Castelnovo torna una tradizione lunga 554 edizioniÈ uno degli appuntamenti più attesi dell’autunno in Appennino e quest’anno raggiunge un traguardo di particolare rilievo: la 554ª edizione della Fiera di San Michele, manifestazione che da oltre cinque secoli rappresenta un momento centrale per la comunità di Castelnovo ne’ Monti e per l’intero territorio montano. L’appuntamento è per sabato 26, domenica 27 e lunedì 28 settembre.

Le origini della Fiera affondano nella vocazione commerciale del crinale appenninico, da sempre punto di incontro tra persone, merci e culture provenienti da territori diversi. La posizione di Castelnovo, collocata tra la pianura padana, la Lunigiana, la Garfagnana e le coste liguri e toscane, ne ha fatto storicamente un luogo privilegiato per gli scambi. Già nei documenti del Seicento il paese veniva descritto come un vero e proprio “porto di mare tra i monti”, a testimonianza dell’intensa attività commerciale che vi si svolgeva.

Nel corso dei secoli la Fiera ha mantenuto il suo legame con il mondo rurale e produttivo, evolvendosi però insieme alla comunità. Il mercato del bestiame, l’esposizione di macchine e attrezzature agricole, le attività commerciali e artigianali e i prodotti dell’Appennino continuano a rappresentare il cuore della manifestazione, affiancati dallo storico mercato ambulante con espositori che si contraddistinguono per l’alta qualità delle merci (alcuni vengono in fiera da più generazioni) e da iniziative culturali, occasioni di incontro e proposte rivolte a famiglie e visitatori.

Una tradizione che ogni anno si rinnova

Come sottolinea il sindaco Emanuele Ferrari nell’introduzione al programma, il valore della Fiera sta anche nella sua capacità di rimanere riconoscibile nel tempo.

“Qualcuno potrebbe dire che la Fiera di San Michele è sempre uguale – scrive Ferrari –. Io credo invece che, per una fiera come quella di San Michele, poter dire che è sempre uguale sia un valore. Significa che esiste un filo che lega il nostro presente alla nostra storia, alle nostre radici e alle generazioni che ci hanno preceduto”.

Una continuità che non significa immobilità. Ogni edizione porta con sé nuove persone, nuove esperienze e nuove occasioni di incontro, mantenendo viva una manifestazione capace di accogliere cambiamenti e prospettive diverse.

Anche quest’anno, infatti, la Fiera conferma la propria dimensione internazionale grazie alla presenza delle delegazioni dei Comitati gemellaggi di Illingen, Kahla e Voreppe, che proporranno prodotti e specialità dei rispettivi territori. Sarà inoltre presente una delegazione di cittadini del Comune marocchino di Assa, nella regione di Guelmim-Oued Noun, nell’ambito del patto di amicizia recentemente sottoscritto con il Comune di Toano.

“Una comunità può essere profondamente legata alle proprie radici senza per questo chiudersi in sé stessa – osserva il sindaco –. Al contrario: più siamo consapevoli di ciò che siamo, più possiamo incontrare gli altri con curiosità, rispetto e voglia di dialogare”.

Un programma tra agricoltura, cultura e intrattenimento

Il programma della Fiera propone anche quest’anno un calendario articolato, con iniziative distribuite tra il Centro Fiera, le piazze e le vie del centro storico. L’inaugurazione ufficiale, con il taglio del nastro e la banda di Felina, sarà sabato 26 alle ore 10 in piazza Gramsci.

Al Centro Fiera sarà allestita la tradizionale mostra mercato dei bovini, insieme all’esposizione di attrezzature agricole, industriali e prodotti zootecnici. In piazza Gramsci troveranno spazio le attività produttive e commerciali, gli espositori agroalimentari e gli stand dei Comitati gemellaggi, con degustazioni e vendita di prodotti enogastronomici.

Tra le iniziative dedicate alla solidarietà e alle produzioni locali ci sarà anche la Festa del pane e dei prodotti dell’Appennino Reggiano, promossa da CNA con finalità benefiche e organizzata dalla Pubblica Assistenza Croce Verde di Castelnovo ne’ Monti e Vetto. Tornerà anche la tradizionale “mortadella gigante” che era assente da alcuni anni: era un elemento di forte richiamo in via Roma ed ora sarà invece proprio nella piazza del Direzionale. È inoltre prevista una degustazione guidata dedicata alle diverse tipologie di pane e alle loro caratteristiche.

Spazio anche alla conoscenza del territorio e del patrimonio storico e archeologico, con le attività informative del Parco Archeologico di Campo Pianelli e l’archeotrekking alla Pietra di Bismantova, a cura di ArcheoVea. Tra le proposte è prevista domenica 27 un’escursione alla Torre di Monte Castello, per scoprire la storia dell’antico insediamento e ammirare il paesaggio appenninico.

Non mancheranno le iniziative dedicate alle famiglie e ai più piccoli, con i giochi di una volta di Giochinpiazza, gli spettacoli di burattini del Teatrino di Puck e il luna park.

Tra le proposte che accompagnano la manifestazione figurano anche il punto informativo Digitale Facile, promosso dall’Unione Montana dell’Appennino reggiano e dalla Regione Emilia-Romagna, e lo stand dedicato al progetto TENHUB Appennino, la rete che mette in relazione dieci Comuni, comunità, luoghi, competenze e connessioni digitali con una serie di punti di ritrovo dedicati in particolare ai giovani.

Un luogo di comunità e di futuro

La Fiera di San Michele non è soltanto una rassegna commerciale o un calendario di appuntamenti. È un momento nel quale la comunità si ritrova, rinnova le proprie relazioni e guarda al futuro, valorizzando le imprese, il commercio, l’agricoltura e le produzioni di qualità del territorio.

“Intorno alla Fiera c’è molto più di un programma di iniziative – afferma il sindaco Ferrari –. C’è il nostro senso di comunità, la capacità di incontrarsi, di stare insieme e di riconoscersi. C’è la volontà di guardare al futuro, sostenendo il tessuto delle imprese, del commercio e delle produzioni di eccellenza e qualità che rendono vivo il nostro Appennino. Un patrimonio nel quale il Parmigiano Reggiano occupa un posto centrale, ma che comprende anche il lavoro quotidiano di aziende, associazioni, operatori e cittadini. È attraverso il contributo di tutti che la Fiera continua a rappresentare un appuntamento capace di raccontare l’identità di Castelnovo ne’ Monti e dell’Appennino reggiano. In un mondo attraversato da conflitti e contrapposizioni – conclude Ferrari – abbiamo bisogno di luoghi nei quali incontrarsi, riconoscersi e dialogare. Abbiamo bisogno di ricomporre ciò che rischia di dividersi e di costruire stabilità. Abbiamo bisogno di pace. Una Fiera che torna ogni anno, fedele alle proprie radici e capace, proprio per questo, di essere sempre nuova”.