Sostenere progetti di inclusione sociale, accessibilità della comunicazione, autonomia e piena partecipazione alla vita della comunità delle persone sorde, sordocieche e con disabilità uditiva. Con queste finalità, la Giunta regionale ha approvato nell’ultima seduta un bando triennale da 1,2 milioni di euro complessivi per il 2027, 2028 e 2029.
L’intervento, destinato a organizzazioni di volontariato, associazioni, enti del Terzo settore, si inserisce in continuità con il precedente bando 2024-2026 che ha concorso proficuamente alla realizzazione degli obiettivi di inclusione e partecipazione sociale delle persone con disabilità uditiva, indicati dalla legge regionale n.9 del 2019.
S’intende quindi proseguire nella direzione già intrapresa, per rimuovere le barriere comunicative che ancora possono ostacolare l’accesso all’informazione, ai servizi, alla cultura, all’istruzione, alla formazione e al lavoro, limitando i diritti di questi cittadini e cittadine, determinandone inoltre condizioni di svantaggio e isolamento. L’obiettivo del bando è anche quello di promuovere sempre più un sistema integrato di interventi e servizi sociali e sociosanitari fondato sulla centralità della persona e sulla personalizzazione dei percorsi di sostegno.
“Poter studiare, lavorare, informarsi, accedere ai servizi, costruire relazioni e partecipare alla vita della comunità significa poter esercitare pienamente i propri diritti di cittadinanza- dichiara l’assessora al Welfare e Terzo settore, Isabella Conti-. Con questo bando investiamo in progetti che rimuovono le barriere della comunicazione e rafforzano l’autonomia delle persone sorde, sordocieche e ipoacusiche. Vogliamo costruire un’Emilia-Romagna sempre più inclusiva e accessibile, nella quale ciascuno possa sviluppare le proprie capacità, realizzare il proprio progetto di vita e contribuire pienamente alla crescita della comunità”.
Vari gli interventi e i tipi di progetti che possono ricevere il finanziamento regionale, per una copertura massima del 90%, a fronte di un costo complessivo non inferiore a 20mila euro per ogni annualità di attività: informazione, sensibilizzazione e formazione degli operatori in diversi ambiti di attività; adozione delle tecnologie per la sottotitolazione dei programmi televisivi e cinematografici, degli spettacoli pubblici, degli eventi e di altre tecnologie per adeguare sale e spazi pubblici alle esigenze delle persone con disabilità uditiva; adozione della traduzione simultanea in Lis (Lingua dei segni italiana) e, quando possibile e appropriato, in List (Lingua dei segni italiana tattile); sviluppo di servizi di interpretariato e segretariato sociale per facilitare l’accesso e la comunicazione verso i servizi pubblici; azioni per la promozione della partecipazione delle persone sorde, sordocieche o con disabilità uditiva ad attività culturali, ludiche, sportive, di sviluppo della persona e di auto mutuo aiuto.
Per costruire un sistema che veda sempre più integrate le azioni e gli interventi dei servizi pubblici con quelli dei soggetti del Terzo settore, i progetti devono prevedere la collaborazione e l’integrazione delle azioni realizzate con i servizi territoriali; l’obiettivo è anche quello di definire risposte sempre più qualificate nell’ambito dei Progetti di vita, come prevede la riforma nazionale sulla disabilità che, dopo un periodo di sperimentazione che ha interessato alcune province, entrerà in vigore su tutto il territorio nazionale dal prossimo 1 gennaio.
I progetti devono inoltre svilupparsi su una dimensione sovraprovinciale, interessando almeno tre province dell’Emilia-Romagna, per favorire la diffusione delle azioni e il loro impatto a livello regionale.
Le domande di partecipazione devono essere presentate da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale o altri enti del Terzo settore (tutti iscritti al Runts, Registro unico nazionale del Terzo settore) a mezzo Pec entro le ore 12 del giorno 11 dicembre 2026 (Ulteriori dettagli sui requisiti e le procedure al link: https://sociale.regione.emilia-romagna.it/leggi-atti-bandi/bandi/2026/bando-per-il-finanziamento-di-progetti-a-favore-di-persone-con-disabilita-uditiva-ai-sensi-della-l-r-n-9-del-2019-periodo-1deg-gennaio-2027-31-dicembre-2029).
I numeri della sordità in Emilia-Romagna
In Emilia-Romagna circa il 4% della popolazione, ossia 200mila persone, è affetto da situazioni di ipoacusia con compromissione parziale o grave della comunicazione sociale. Ogni anno nascono in regione circa 120 bambini affetti da sordità: 3,02 ogni mille nati; sono calate le nascite, ma è aumentata la sopravvivenza dei gravi pretermine, con conseguente aumento del numero assoluto di neonati con danni uditivi. Attorno a ogni bimbo nato sordo ruotano almeno 15 figure tra genitori, insegnanti, educatori e medici; in particolare quelli in cui si rende necessario avviare tempestivamente una riabilitazione sia di tipo protesico che chirurgico (impianti cocleari) sono presi in carico dai Servizi territoriali e rappresentano, per la fascia di età 0-17, quasi il 2% di tutti i bambini in carico alle Unità Operative di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Emilia-Romagna.
Il servizio Intesi
L’impegno della Regione Emilia-Romagna volto a promuovere la piena accessibilità ai servizi e alla comunicazione delle persone sorde e ipoacusiche si conferma anche attraverso Intesi, servizio regionale gratuito di interpretariato digitale per servizi pubblici e di pubblica utilità, in lingua dei segni italiana, trascrizione automatizzata e labiolettura, per tutte le persone sorde e ipoacusiche residenti in regione, disponibile tutti i giorni della settimana, festivi compresi, dalle ore 8 alle ore 20 su smartphone, tablet e Pc, attivato nell’ambito delle azioni previste dalla legge regionale n. 9 del 2019 (per maggiori informazioni https://sociale.regione.emilia-romagna.it/intesi).
